Ultima modifica: 4 dicembre 2017
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Il Giubileo degli insegnanti

Domenica 3 dicembre 2017, presso la Basilica della Quercia, si è svolto un pomeriggio di riflessione, di preghiera e di condivisione, rivolto agli insegnanti.

La chiesa gremita, ha seguito con interesse l’intervento della prof.ssa Barbara Anierro che ha guidato la platea a riflettere sul mistero del Magnificat attraverso il cinema, l’arte e la musica, mettendo in relazione opere del registra Zeffirelli, il pittore Botticelli e il musicista Bach.

Una relazione ricca di particolari in ogni sua parte.

Il regista, nel suo Gesù di Nazareth, rovescia lo schema iconografico del Beato Angelico e ritrae, al posto dell’Angelo, Maria, che, primo tabernacolo della storia dell’Umanità, visita Elisabetta per portare Gesù a tutta l’Umanità.

Il pittore Botticelli traduce questa dilatazione nel formato tondo del suo Magnificat che, come uno specchio convesso, allarga il corpo immacolato della Madonna, quasi per permetterle di ospitare il Verbo Incarnato. Osservando il quadro si nota la manina di Gesù che indica la parola “humilitatem”, che appartiene al verso “quia respexit humilitatem ancillae suae”: quasi per spiegare alla Madre il motivo di quel “quia fecit mihi magna” che si appresta a scrivere.Lo sguardo dell’Angelo di destra presenta un particolare nell’occhio dove è dipinta una porta in trasparenza. La professoressa prende in esame il frutto che tengono in mano il Bambinello e Maria: una melagrana, simbolo di fertilità.

Infine la musica di Bach dilata musicalmente la prima sillaba “ma” nel suo celebre Magnificat che esprime la gioia, lo Jubilus (da cui deriva Giubileo) quando l’anima trabocca della grazia ricevuta. Maria è la “traboccante di grazie” la kekaritoméne, salutata dall’angelo che non considera un tesoro geloso la sua amicizia con Dio, ma la estende a tutte le generazioni e popoli della Terra.

Il Vescovo Lino Fumagalli, prima di celebrare la messa, ha salutato tutti gli insegnanti presenti, ringraziandoli dell’impegno  nello  svolgere la loro professionalità, augurando loro un “buon cammino” e un sereno Natale.

(articolo e foto inviati da Mariella Zadro)