Ultima modifica: 23 luglio 2018
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Festival nazionale dell’educazione

Nei giorni 5, 6 e 8 luglio 2018, si è svolta la 4°edizione del Festival Nazionale dell’Educazione. Si è parlato soprattutto di Educazione Emotiva e di Didattica delle Emozioni. Un plauso all’ins. Mariagrazia Mari, che con il supporto di una sua alunna, ha presentato il nostro Istituto Comprensivo.

Per la 4°edizione del Festival Nazionale dell’Educazione, svoltosi nei giorni 5, 6 e 8 luglio, sono state utilizzate due sedi: i primi due giorni presso la Sala delle Conferenze dell’Amministrazione Provinciale di Viterbo e per la giornata conclusiva è stato utilizzato l’Auditorium dell’Università della Tuscia.

I relatori presenti: Umberto Galimberti, Mario Polito, Maddalena Fabbri Destro, e Beniamino Sidoti, sono stati presentati da Rosanna Schiralli, Ulisse Mariani Francesca Mencaroni, Mariagrazia Mari e Martina Pontani dello Studio di Psicologia e Psicoterapia di Viterbo.

Si è parlato soprattutto di Educazione Emotiva e di Didattica delle Emozioni.

Il Professore Umberto Galimberti ha aperto il festival, con una relazione dettagliata, e per rimanere in tema, emotivamente coinvolgente.

In particolare ha spiegato, autodefinitosi un estimatore della filosofia greca, le problematiche che un giovane vive nell’attuale periodo storico, definito dal Professore come nuova età nichilista.

Altro concetto che ha fatto molto riflettere la numerosa platea composta non solo da addetti ai lavori, ma anche insegnanti, professori, dirigenti e genitori è stato quello di individualizzazione, inteso come sosteneva il filosofo Nietzsche:” Diventa ciò che sei”.

“Si cresce per processi imitativi, i bambini crescono perché vedono…poi bisogna staccarsi e diventare proprio quello che si è…una ricognizione di sé” Ecco che cita nuovamente la cultura greca:” Conosci te stesso, conosci le proprie potenzialità, la propria virtù…ciò per cui sei nato e se riesci a fare tutto questo processo…raggiungi la felicità”

Di conseguenza, analizza il ruolo dei genitori che sbagliano nel dare troppi regali e troppi stimoli, proponendo troppe attività ai loro figli, riempiendo di conseguenza le loro giornate perché troppo iperprotettivi e troppo impegnati nel lavoro, facendogli perdere sicurezza, autostima, e creatività.

Poi, passa ad analizzare il ruolo della scuola e degli insegnanti.

“Attualmente la scuola italiana non educa, al massimo istruisce…i sentimenti si imparano e l’educazione, come cura del sentimento “e aggiunge:” Un insegnante per mettere in pratica tutto ciò, dovrebbe avere dei piccoli gruppi di alunni, max.10-15 per classe; dovrebbe essere capace di comunicare, essere carismatico e trascinatore”.

Il pomeriggio e il giorno seguente proseguono con interventi di grande spessore. I relatori oltre a spiegare ai presenti gli ultimi studi, arricchiscono le singole relazioni con esempi e consigli.

Nella giornata conclusiva, è stato inserito il Meeting Internazionale sulla Didattica delle Emozioni, presentato dai relatori del Centro Sviluppo Creativo Danilo Dolci, Alberto Biondo e Antonella Alessi.

Sono stati presentati, attraverso filmati, i risultati raggiunti dal progetto EUMOSCHOOL adottato nei vari paesi partener: Italia, Austria, Gran Bretagna, Turchia, Romania e Ungheria

Ogni rappresentante ha relazionato la propria esperienza, sottolineando i risultati raggiunti, rapportandoli alla quotidianità di insegnanti e alunni

Un plauso all’ins. Mariagrazia Mari, che con il supporto di una sua alunna, ha presentato il nostro Istituto Comprensivo e i risultati di un lavoro svolto durante l’anno scolastico con i propri alunni di classe terza, che hanno commentato l’esperienza: “Questo progetto ci è servito per imparare a spiegare meglio le nostre emozioni”.

(articolo e foto inviati da Mariella Zadro)